martedì, settembre 30, 2008
RINASCITA

Ho assistito al miracolo della natura:
ho visto il sole spuntare dal mare
quasi fosse
una creatura nascente dal grembo materno!
martedì, settembre 23, 2008
LA NOSTRA VITA E' COME LE STAGIONI
giovedì, settembre 18, 2008
NON ABBANDONIAMO SALVATORE
Questa lettera è un grido d'aiuto da parte di un uomo che chiede di vivere, ma pare che la cosa non interessi nessuno. Spesso si parla di rispetto della dignità dell'individuo solo quando c'è di mezzo qualcuno che chiede di morire. Ma, se c'è qualcuno che chiede di voler continuare a vivere, dov'è il suo diritto a vivere una esistenza dignitosa?
Oggi ho appreso, navigando su internet, che Salvatore adesso vuole morire perchè nessuno si è interessato di lui. firenze.repubblica.it/dettaglio/Vuol-morire-all-Abetone-domani-la-partenza/1511062
Non riesco a capire perchè i media non ne abbiano parlato a sufficienza...
Lettera al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
"Sono stanchissimo di lottare ed optare ancora per la vita"
Carissimo Presidente Berlusconi, scrivo a lei che considero "la mia ultima spiaggia". Sono un uomo che vive da paralizzato, la mia patologia viene definita Sindrome Assimilabile alla Locked.in ovvero "uomo incatenato" o meglio ancora "uomo imprigionato", imprigionato nel mio stesso corpo. Mi sento murato vivo, vivendo in un abisso. Potrà capire le mie angoscianti e terrificanti pene: questa patologia comporta la totale paralisi del mio corpo. A differenza di chi vive in Stato Vegetativo (io lo sono stato), sono riuscito a recuperare la coscienza e a comunicare il mio pensero con il computer grazie a un sofisticato software muovendo lo sguardo, la testa e in particolare gli occhi.
Mi chiamo Salvatore Crisafulli (disabile gravissimo), 43 anni, di Catania, e sono stato vittima di uno spaventoso incidente stradale avvenuto a Catania la mattina dell’11 settembre del 2003. Sono entrato subito in coma e successivamente in stato vegetativo permanente (almeno così sentenziava la scienza medica per due anni). Poi, incredibilmente, nel 2005 riesco a raccontare che dopo circa sette mesi dal trauma (quando per i medici ancora ero in stato vegetativo) ho ripreso coscienza e sentivo e capivo tutto, sentivo ed avvertivo anche di avere fame e sete, ma non riuscivo a dimostrarlo perché non potevo muovermi e i medici erano convinti che fossi un vegetale (in pratica una foglia d'insalata), vivevo nel terrore. Oggi invece assaporo i gusti del cibo perché vengo nutrito dalla bocca. La mia terrificante e allucinante odissea è stata trascritta anche in un libro, dal titolo “Con gli occhi sbarrati”. Durante il grande dibattito sulla "dolce morte" chiesta ripetutamente da Piergiorgio Welby, fui costretto a scrivere una lettera indirizzata allo stesso Welby, supplicandolo (inutilmente) di lottare per la vita. Gli dissi: "Ti supplico non chiedere la morte, ma combatti insieme a me per la vita". Ottenni una risposta veramente straziante "Uno Stato che non ha pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di ascoltare la tua. Uno Stato che saprà rispettare le scelte di fine vita, sarà più capace di rispettare le tante straordinarie vite che siamo". Parole oggi da me condivise. Sono stato protagonista di numerosi appelli, in particolare per la vita, ed anche per dimostrare che lo Stato Vegetativo è vita. Lo scorso mese di Marzo sono stato protagonista e promotore di una protesta denominata: "contro l'eutanasia passiva dello Stato italiano" iniziando uno sciopero della fame e rifiuto delle cure, per mancanza di assistenza e di applicazione di varie leggi sui disabili gravissimi (eravamo in 90). Protesta sospesa dopo aver ricevuto una lunghissima e toccante lettera (che le allego) dall'ex Ministro della Salute, Livia Turco. Lo scorso 8 Aprile (i media sordi e muti) dopo una mia missiva al Capo dello Stato (nella quale chiedevo che si aprisse un dibattito sulla nostra condizione e sulla mancata attuazione di varie leggi che garantiscono il diritto alla salute sancito dalla Costituzione) ricevetti una lettera del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in cui ribadiva di sollecitare un confronto sensibile e un chiarimento responsabile su quella questione eticamente delicata, e di richiamare l'attenzione sul bisogno di maggiore intensità di cura e di assistenza per le persone che lottavano per la vita, richiamando anche il diritto al voto dei disabili intrasportabili. Cosa assolutamente infattibile in Sicilia. (Si allega lettera del Capo dello Stato, e del suo Segretario). Le devo far presente che il Capo dello Stato non ha fatto per me come per Piergiorgio Welby. Per lui si aprì un grande e devastante dibattito e il suo caso, portato davanti a tutta la classe politica, è diventato di dominio pubblico. Cosa che non è avvenuto sul mio e degli altri invalidi come me: al nostro appello pubblico, ha risposto in forma privata. Ad oggi, nonostante abbia ricevuto la lettera del Capo dello Stato, è cambiato poco e nulla, una delusione veramente inaccettabile. Sono stanchissimo di lottare e optare ancora per la vita. Caro Presidente fino ad oggi io amo la vita, la morte per me rappresenta veramente un orrore, lei è la mia ultima spiaggia da percorrere. Sono stanco e stufo di aspettare. Se anche lei non mi dà ascolto, la mia voglia di vivere cessa di avere efficacia. Passano i giorni, i mesi e gli anni, ed è sempre tutto uguale. Per far sentire la mia voce “silenziosa”, ho bisogno veramente del suo aiuto. Nel mio cuore e nella mia mente esistono due grandi sogni: il primo è quello di poterla incontrare per poter trascorrere un giorno insieme, chiedendogli di guardarmi intensamente negli occhi e mettersi nei miei panni, sono pronto a farmi trasportare anche a casa sua per un incontro, anche in forma privata. La supplico mi faccia questo grande dono, un dono che solo lei può regalarmi, sarà sicuramente e senza ombra di dubbio il più grande regalo della mia vita, per me e tutta la mia famiglia. L'altro mio sogno è andare in America, anche come cavia per essere sottoposto alla nuova tecnologia scientifica americana, la ossigeno terapia iperbarica (già con la mia famiglia ci siamo interessati per organizzare un mio viaggio negli Usa, ma ci vogliono tanti soldi). I mass media si concentrano ripetutamente e con accanimento solo su chi chiede l'eutanasia senza poi andare in fondo al problema, le discussioni si infiammano sui giornali e nelle tv, quando vengono sollevati casi come quello di Piergiorgio Welby e di Eluana Englaro. Non può il diritto di morire diventare la nuova frontiera dei diritti umani. Se lo Stato riuscisse a garantire pienamente la tutela della vita, in ogni fase della malattia e della disabilità ed anche nella fase insostenibile, credo non esisterebbe alcun fenomeno di eutanasia. Certo, poi, quando, si arriva alla disperazione (come, attualmente, nel mio caso), si spegne quella fiamma della speranza, che, non trovando concrete risposte assistenziali, sfocia in una domanda di eutanasia e di fine vita. Di solare evidenzia sembra che lo Stato Italiano (in particolar modo la sinistra) sia orientato al riconoscimento del diritto di morire, evidentemente non conviene spendere soldi per chi vive da paralizzato, in particolar modo nella propria casa. Presidente, le ripeto che la dolce morte trova spazio dove c’è disperazione, dove c’è un grande senso di abbandono e di sofferenza. Dove, invece, c’è volontà di vivere le cose stanno in modo inverso. Nessuno se non come me, potrà mai capire. Da svariati anni non esiste una intensa e continuativa assistenza, non esiste e non vengono applicati gli aspetti sociali, esistono varie leggi come la 328 e la 162 non recepita dalla Regione Sicilia. Esiste invece la burocrazia, il menefreghismo, l'abbandono e l'indifferenza totale da tutte le istituzioni competenti, nessuno sa niente, nessuno agisce, nessuno si muove. Esiste un grandissimo divario tra Nord e Sud del Paese! In Lombardia e in Veneto ci sono persone nelle nostre stesse condizioni a cui non manca (quasi) niente, in Sicilia manca tutto. Il mio e nostro dramma non può essere più sottotaciuto, io non ce la faccio più. In Sicilia tutti nascondono il mio caso, non importa il passato, quello che oggi importa è il presente e il futuro, voltiamo una volta per tutte pagina. Ad oggi non chiedo l'eutanasia, chiedo di vivere dignitosamente ma se le mie richieste non verranno soddisfatte, con strazio e sofferenza chiederò pubblicamente di porre fine alla mia esistenza incaricando una persona a me tanto cara, di soddisfare le mie richieste, di essere trasportato in un altro luogo, lontano dalla Sicilia, (stabilendo tempi e modalità) e, ove necessita, effettuare una registrazione video. Se riusciremo in tempo mi piacerebbe incontrare alcuni personaggi sparsi per l'Italia che in quest'ultimo periodo mi sono stati veramente vicini. Mi dispiace per tutte quelle persone che credevano in me e nella mia lotta per la vita. Mi dispiace per tutte quelle persone che in questi lunghi anni di sofferenza mi hanno veramente sostenuto, inviandomi anche numerose lettere. Mi dispiace per tutti i fratelli ed i loro familiari che vivono nelle mie stesse condizioni (anche peggio), a loro chiedo scusa e perdono. Ma soprattutto e in particolare mi dispiace per la mia onorata e splendida famiglia. Mamma perdonami, d'altronde sei già molto sofferente e ammalata e lo sai che non hai più le forze per accudirmi amorevolmente. Perdonatemi tutti, ma io non riesco a sopportare questa lunga ed atroce sofferenza di Stato. La supplico di prendermi in considerazione, non voglio essere trattato come un malato terminale, voglio essere assistito adeguatamente, ci vuole una nuova coscienza civile di questo gravissimo problema lungamente messo da parte, perché a tutti potrebbe capitare il mio stesso inconveniente. Caro Presidente in attesa del mio più grande sogno (incontrarla), le invio i miei saluti e mi affido alla sua parola, ringraziandola anticipatamente per l’attenzione e la disponibilità.
Catania dal 26 al 31 Agosto 2008
Salvatore Crisafulli Resa pubblica il 5 Settembre 2008
Lettera Aperta
Ai Sigg.ri direttori, del Corriere della Sera, del Messaggero, La Repubblica, La Stampa, il Giorno, Avvenire, il Giornale, La Padania, il Mattino, il Foglio, Libero, e alle agenzie di stampa.
"Eluana Englaro non è una foglia d'insalata" La famiglia Crisafulli si pregia di intervenire nel dibattito sulla vicenda della povera Eluana Englaro, non per giudicare l'operato dello sventurato padre di Eluana, bensì per dare un piccolo (forse grande) contributo da parte di chi ben conosce cosa significhi sentirsi dire che il proprio caro è un "vegetale". A noi la speranza non è mai venuta meno e siamo stati premiati dalla confessione del nostro Salvatore, il quale ci ha ripetuto mille volte che, mentre tutti i più grandi luminari d'Europa lo reputavano una "foglia d'insalata", lui si sentiva vivo e partecipe e soffriva terribilmente senza poter comunicare all'esterno la sua atroce ed agonizzante pena. La sua storia è stata trascritta nel libro "Con gli occhi sbarrati" l'airone editrice. Precisiamo che; Eluana, non è una foglia d'insalata, non è un carciofo, ma soprattutto non è un cavolfiore, ma è una persona. Il problema sta tutto nell'accettazione o no dell'eutanasia, inutile girare ipocritamente intorno all'interpretazione più o meno penosa dello stato della povera Eluana. Se si vuole lasciarla agonizzare di fame e di sete come la dolcissima Terri Schiavo si abbia il coraggio di chiamare questa decisione egoista e barbara con il nome che le compete: eutanasia. Basta coi giri di parole, basta con i trucchi di chiamare le cose con un altro nome. Mistificare la verità della vita e della morte con l'aria di servirla è talento di falsari, è immorale mestiere di pataccari, non di uomini timorati di Dio! Nel caso di Eluana: Non si tratta di coma (infatti c'è alternanza di sonno e di veglia) ma di (presunto) stato d'incoscienza, la cui definitiva irreversibilità, essendo una mera ipotesi, è scientificamente indimostrata. Non si tratta di accanimento terapeutico, perché dare acqua e nutrimento a un malato per quanto cronicamente grave, non è rappresentabile come terapia. Sarebbe altrimenti legale lasciar morire di fame e di sete milioni di bambini del terzo e quarto mondo, solo per evitare di sottoporli ad accanimento terapeutico. Non si tratta di staccare nessuna spina, perché la vita di Eluana non dipende da macchinari ma solo dall'amore e dalla solidarietà di chi le sta vicino e le porge il minimo di acqua e cibo per sopravvivere. Se invece si pretende di giustificare con patacche scientifiche il proprio egoismo e la propria mancanza di speranza allora gridiamo ad alta voce che è delittuoso, criminale, ingiusto. Siamo veramente indignati, ed offesi per come vengono trattati ripetutamente (senza dare voce, ad altre bandiere), dalla stampa ed in Tv, (es. rai 2 ricominciamo da qui) i pochi è rarissimi casi di eutanasia. Abbracciamo il Papà di Eluana, ma soprattutto le meravigliose suorine che da quindici anni si prendono cura di Eluana. E pensare che certa stampa di senza Dio e senza fede (per esempio "Liberazione" "Unità" e "il Manifesto") scambia la loro soprannaturale dedizione per crudeltà! Vergogna, vergogna, vergogna!
familiari di Salvatore Crisafulli
21 Luglio 2008
La condanna a morte di Eluana Englaro
"Cancella le nostre speranze"
La Sentenza di Morte emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di Eluana Englaro è veramente agghiacciante, fa venire i brividi cancellando definitivamente le nostre speranze e condannando duramente tutti i disabili gravissimi, mi chiedo cosa ne sanno i Tribunali e la Scienza Medica dello Stato Vegetativo? di cosa si sono accertati? esistono dei parametri! e dei criteri validi per confermarne l'irreversibilità? Assolutamente NO. Rimango scioccato dal duello che appare solamente tra il Sig Englaro e la Chiesa, e noi protagonsti direttamente coinvolti, nulla di tutto ciò. Staccare il sondino che porta l'alimentazione sarà una morte veramente atroce, la definirei alquanto orribile. La definizione di Stato Vegetativo PERMANENTE si riferisce invece ad una prognosi sottoposta a gravi margini di errore. Non esistono tutt’oggi validi criteri per accertare l'irreversibilità del Coma e dello Stato Vegetativo. Prova schiacciante senza ombra di dubbio è la mia storia, quest'ultima confermata anche da Bob Schindler fratello di Terri Schiavo. Oggi ho quasi 43 anni, sono stato vittima di uno spaventoso incidente stradale (come Eluana Englaro Glaswos Coma scale di 3-4 grado) avvenuto a Catania l’11 settembre del 2003, riportando danni assonali diffusi che interessava anche la ragione ponto-mesencefalica entrando in coma, successivamente trapassando lo stato vegetativo permanente. Ho vissuto nell'incubo per quasi due anni, incredibilmente nel 2005, mi risveglio e riesco a raccontare che io sentivo e capivo tutto. Durante il mio stato vegetativo io avvertivo e sentivo di avere fame e sete, non avvertivo solamente il sapore del cibo, Finalmente oggi riesco a sentire il sapore del cibo perchè riesco ad essere nutrito dalla bocca (fino ad oggi sono portatore di PEG). Io sentivo ma nessuno mi capiva. Capivo cosa mi succedeva intorno, ma non potevo parlare, non riuscivo a muovere le gambe, le braccia e qualsiasi cosa volevo fare, ero imprigionato nel mio stesso corpo proprio come lo sono oggi. Provo con tutta la mia disperazione, con il pianto, con gli occhi, ma niente, i medici troncavano ogni speranza, per loro ero un "vegetale" e che i miei movimenti oculari erano solo casuali, insomma non ero cosciente. Sentivo i medici dire che la mia morte era solo questione di tempo, ed iniziavo ad aprire e chiudere gli occhi per attirare l'attenzione di chi mi stava attorno. I medici parlavano sempre di stato vegetativo permanente ed irreversibile, lo ribadivano e lo scrivevano. Io riesco a comunicare tramite un computer, selezionando con gli occhi le lettere sullo schermo. Oggi a distanza di quasi 5 anni vivo da paralizzato, la mia patologia è quella che si chiama sindrome assimilabile alla Loked.in “uomo incatenato”. La mia storia la raccontai anche a Piergiorgio Welby, supplicandolo “inutilmente” di lottare per la vita. Dal mio letto di quasi resuscitato alla vita, voglio gridare a tutto il mondo il mio straziante e silenzioso urlo. Questa sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro è veramente una sentenza agghiacciante, se applicata, si inizia la nuova era dell'eutanasia con l'eliminazione di tutti i disabili gravissimi che aspettano e sperano anche nella scienza. Il mio è il pensiero semplice di chi ha sperimentato indicibili sofferenze fisiche e psicologiche, di chi è arrivato a sfiorare il baratro oltre la vita ma era ancora vivo, di chi è stato lungamente giudicato dalla scienza di mezza Europa un vegetale senza possibile ritorno tra gli uomini e invece sentiva irresistibile il desiderio di comunicare a tutti la propria voglia di vivere. Durante quegli interminabili due anni di prigionia nel mio corpo intubato e senza nervi, ero io il muto o eravate voi, uomini troppo sapienti e sani, i sordi? Ringrazio i miei cari che, soli contro tutti, non si sono mai stancati di tenere accesa la fiammella della comunicazione con questo mio corpo martoriato e con questo mio cuore affranto, ma soprattutto con questa mia anima rimasta leggera, intatta e vitale come me la diede Iddio. Ringrazio chi, anche durante la mia "vita vegetale", mi parlava come uomo, mi confortava come amico, mi amava come figlio, come fratello, come padre. Dove sarebbe finita l’umana solidarietà se coloro che mi stavano attorno durante la mia sofferenza avessero tenuto d’occhio solo la spina da sfilare del respiratore meccanico, pronti a cedermi come trofeo di morte, col pretesto che alla mia vita non restava più dignità? La mia famiglia sfidava la scienza e la statistica dei grandi numeri svenandosi nel girovagare con me in camper per ospedali e ambulatori lontani. Urlando in TV (porta a porta e similari) minacce e improperi contro la generale indifferenza per il mio stato d’abbandono. Vi ricordate di quel piccolo neonato anencefalico di Torino, fatto nascere per dare inutilmente e anzitempo gli organi e poi morire? Vi ricordate che dalla sua fredda culla d’ospedale un giorno strinse il dito della sua mamma, mentre i medici quasi sprezzanti spacciavano quel gesto affettuoso per un riflesso meccanico da avvizzita foglia d’insalata? Cara Mamma, quando mi coprivi di baci e di preghiere, anch’io avrei voluto stringerti quella mano rugosa e tremante, ma non ce la facevo a muovermi, né a parlare, mi limitavo a regalarti lacrime anziché suoni. Erano lacrime disprezzate da celebri rianimatori e neurologi, grandi "esperti" di qualità di vita, ma era l’unico modo possibile di balbettare come un neonato il mio più autentico inno all’esistenza avuta in dono da te e da lui. Sì, la vita, quel dono originale, irripetibile e divino che non basta la legge o un camice bianco a togliercela, addirittura, chissà come, a fin di bene, con empietà travestita di finta dolcezza. Credetemi, la vita è degna d’essere vissuta sempre, anche da paralizzato, anche da intubato, anche da febbricitante e piagato. Signor Presidente della Repubblica, solo il suo intervento (ma con i fatti) potrà evitare ulteriori richiste di eutanasia, in alternativa ordini di chiudere tutti i reparti di rianimazione.
Salvatore Crisafulli
martedì, settembre 16, 2008
FEBBRE DEL MARE

Devo tornare sul mare, solitario sotto il cielo,
e chiedo solo un'alta nave e una stella per guidarla,
colpi di timone, canti del vento,
sbuffi della vela bianca,
e bigia foschìa sul volto del mare
e un bigio romper dell'alba.
Devo tornare sul mare, ché la chiamata
della marea irruente è una chiara
selvaggia chiamata imperiosa;
e io chiedo soltanto un giorno di vento
con volanti nuvole bianche,
pien di spruzzi e di spuma e di strillanti gabbiani.
Devo tornare sul mare, alla vita
di zingaro vagabondo; alla via
delle balene e degli uccelli marini,
dove il vento è una lama tagliente;
e io chiedo solo un'allegra canzone
da un compagno ridente e un buon sonno
e un bel sogno
quando la lunga giocata è finita.
(John Masefield)
mercoledì, settembre 10, 2008
BIG BANG

Tra poco meno di un’ ora,nonostante l’ opposizione da parte di un gruppo di ricercatori , verrà spinto il pulsante del più grosso acceleratore di particelle del mondo, che dovrà ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il Big Bang: ovvero di riportarci indietro nel tempo sino al momento della creazione del nostro universo, all'inizio del mondo.
A nulla , dunque, è valso il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani, che in teoria avrebbe potuto bloccare il più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi.
Quali saranno le conseguenze?
“Ai posteri l’ ardua sentenza”
Aggiornamento
Tutto si è svolto secondo le previsioni, nessuna catastrofe, nessun buco nero......
giovedì, agosto 28, 2008
21 giorni 3 tappe
Prima tappa:la mia amata Calabria, che mi ha riservato l' incontro con Ritavioletta e la sua splendida famiglia

Titti(cantante dalla voce splendida), Rita, io, Marco e Gigi, a dimenticavo, il Nonno in alto a destra!
Ed ancora

Rita ed io al nostro primo incontro: stazione di Gioa Tauro.
Notare la nostra felicità! Grazie Gigi per questa stupenda foto
Seconda tappa: Alassio, il cui mare incomincio ad apprezzare! Mai, come quest' anno, l' acqua è stata così limpida

Terza tappa: Costa Azzurra, percorso pedestre da Beaulieu-sur- Mer a St.Jean-Cap-Ferrat, La passeggiata, con dislivelli che non superano i 100 metri complessivi e che si svolge in prevalenza sul bordo del mare, mi ha permesso di scattare tante fotografie

ed ecco il maestoso fiore dell' agave in piena fioritura

e le acque cristalline che mi hanno accolta alla ricerca di quel mondo subacqueo sconosciuto ai più!
Ora si ritorna al lavoro ed alla vita di sempre nell' attesa di qualche fine settimana da trascorrere ad Alassio, dove mi aspettano la mia casetta e la Gallinara!

martedì, agosto 05, 2008
lunedì, luglio 21, 2008
ATTESE
Attendo la fioritura dell’ agave
Attendo l’ abbraccio di volti nuovi
Attento la fine di un amore
Attendo la rinascita di un vecchio amore
Attendo un secondo incontro per poterti riabbracciare
Attendo l' inizio di una nuova alba
Attendo la bellezza di un tramonto
Attendo di vedere ancora una volta la luna dipingere il mare.....
E, in tutte queste attese, una sola certezza, il tuo amore per me!
_Carmen_

Attese
Attese di te,
di noi, dei
raggi di luna e silenzi notturni.
Attese di abbracci
e sorrisi
come due bambine ad inseguir aquiloni e fantasie.
Attese di sogni chiusi dentro il cuore
e l'ultima onda s'infrange sugli scogli
prima di un'alba tra rosa e arancio.
prima che i gabbiani ti parlino
del mio immenso affetto
e volino sotto i tuoi occhi
là oltre l'orizzonte
dove l'eterno siamo io e te,
l'eterno è questa amicizia,
l'eterno è dove non ci sono distanze,
là dove basta uno sguardo per capirsi,
uno sguardo per raccontarsi due storie
che sono diventate una sola in un giorno di
febbraio,
uno sguardo per raccontarci del bene
che si proverà sempre per te, per me, per noi.
Le lancette della vita, delle vite nostre
ticchettano nell'immenso cuore
dell'universo,
nell'immenso cuore della terra del cielo,
riecheggiano nell'immenso mare dell'infinito,
lasciano una traccia indelebile
del loro magico suono sulle strade
della storia. Laura
mercoledì, luglio 16, 2008
Ricevo gli auguri da parte di un amico, il quale mi svela il significato del mio nome:
CARMEN
Deriva dall'ebraico Charmel e significa "giardino divino", oppure "orto di Dio". E' un nome molto diffuso per via della sua matrice religiosa.
L'onomastico si festeggia il 16 luglio, in memoria della Beata Vergine del Carmine, o del Carmelo.
martedì, luglio 15, 2008
BOCCIOLI DI AGAVE
Pare che la pianta sarà in fiore in pieno agosto.
Boccioli che stentano ad aprirsi
quasi a voler ritardarne la fine.
venerdì, giugno 27, 2008
E’ da circa un mese che seguo la crescita del fiore di una maestosa pianta, l’ agave, il cui stelo, simile ormai a un tronco, ha già superato i

Nel linguaggio dei fiori L'Agave, che ha la particolarità di fiorire una sola volta in tutta la sua vita e poi morire, dovrebbe significare un amore talmente grande che arriva a distruggersi.
giovedì, maggio 29, 2008
Mi rivolgo al mondo della blogsfera:
C'è qualcuno che conosce il nome di questo splendido Fiore?

Mai fiore più bello mi fu donato
Grazie Federico!
mercoledì, maggio 21, 2008
UN REGALO

UN BACIO PER I MIEI 56 ANNI
mercoledì, maggio 07, 2008
Parla
la voce del silenzio
martedì, aprile 22, 2008
FILUMENA MARTURANO
Con piacere ho rivisto Lorenzo recitare che, magistralmente, ha interpretato il personaggio di Umberto, uno dei tre figli di Filumena Marturano.
Ecco un breve sunto della commedia di Eduardo De Filippo:
Filumena , ex prostituta, vive da molti anni con il ricco Domenico Soriano, che un giorno decide di sposare una giovane donna.
Filumena, fedele compagna, offesa, si finge moribonda e si fa sposare in extremis.
Domenico, scoperto l' inganno, vuole ripudiarla, ma Filumena gli prospetta di essere padre di uno dei suoi tre figli, ed ecco che viene fuori la semplicità di Filumena:

"E FIGLIE SO' FIGLIE E SO' TUTTE EGUALE".
Secondo questa filosofia si riappropria di Domenico, con la celebrazione delle nozze,senza mai confessargli l' identità del vero figlio, il solo modo perchè il marito non possa discriminare gli altri due.

martedì, marzo 25, 2008
Tre giorni di vacanza ad ascoltare

L' urlo del vento
e
la musica del mare
venerdì, marzo 21, 2008
Nell' augurarvi Buona Pasqua ripropongo un vecchio post
IN QUESTA NOTTE
In questa notte, notte d' amore,muore Gesù, muore il Signore,muore un fratello, muore un amico, muore un bambino, muore tuo figlio.In questa notte , notte d' amore,tutta la gente perde l' onore,Dio è ferito, l' uomo è finito,sotto la croce non ha più voce.

In questa notte, notte d' amore,batte il mio cuore, batte d' amore per il mio Dio che mi domanda:perchè non amo , perchè sono lontano?In questa notte, notte d' amore,anche le stelle stanno a guardare ma come mai un Dio d' amore é rifiutato è nel dolore.
Tutta la storia non ha capito bastava solo... il suo sorriso.
Ed è con un sorriso che auguro a tutti una Pasqua di pace, serenità e amore.
martedì, marzo 18, 2008
Libertà in Tibet
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lunedì, marzo 10, 2008
A TE
venerdì, marzo 07, 2008
Per condivisione, faccio mio quanto riportato da questa pagina web

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stavolta facciamoci riconoscere
Nel 1907 a Stoccarda si tenne la prima Conferenza internazionale delle donne dove si decise di dare vita ad un Segretariato internazionale alla cui guida fu nominata la tedesca Clara Zetkin, dirigente del movimento operaio tedesco.
La seconda Conferenza, che si tenne a Copenhagen nel 1910, adottò una risoluzione che proponeva l'istituzione della Giornata internazionale delle donne nella quale mobilitarsi per il voto e l'emancipazione politica.
In Italia, nel secondo dopoguerra, la giornata internazionale della donna fu ripresa e rilanciata dall'UDI (Unione Donne Italiane) associando nel contempo alla data dell'8 marzo l'ormai tradizionale fiore della mimosa.
L'interpretazione della festa come omaggio alle lavoratrici morte nel rogo della fabbrica è considerata inattendibile. Ma l'episodio, altamente verosimile seppur non storico, è ormai parte dell'immaginario della storia del movimento operaio americano.
Nel 1908 a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse finchè l'8 marzo il proprietario bloccò tutte le porte della fabbrica. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme.
Oggi, in tempi in cui ancora una volta si vogliono sottrarre alle donne le loro scelte, per farne merce di scambio ad uso della politica più becera, c'è da chiedersi se quelle porte, chiuse su altre e diverse prigionie, si siano mai definitivamente aperte.
Dunque lasciamo perdere le insignificanti trasgressioni programmate, riproposizioni in salsa rosa di una logica che lascia tutto immutato blandendo le protagoniste in cose di poco conto. Snaturando un appuntamento di civiltà nel solito carosello di pailettes.
Noi, donne e uomini civili, vogliamo dare un segnale immediato e duraturo: adottare e diffondere il fiocco giallo come simbolo dell'autodeterminazione femminile. Il giallo infatti è da sempre il colore dell'8 marzo. E simboleggia la luce solare e l'energia intellettuale, l'indipendenza e la fiducia in sè stessi che fuga paure, inibizioni e condizionamenti.
In questa occasione vogliamo dedicarlo all'affermazione del diritto di scegliere, perché noi, cittadine e cittadini, a prescindere dal nostro credo religioso e politico, giudichiamo opportunistici e pretestuosi gli attacchi alla legge 194 che trattano le donne da assassine.
Vogliamo che la nostra classe governante ne prenda atto così come deve essere in uno stato laico e democratico. Dunque per significare il nostro pensiero abbiamo scelto un nastro come segno di riconoscimento da inserire nei nostri spazi web o da indossare. Un fiocco giallo per dire: io voglio scegliere!
venerdì, febbraio 29, 2008
Ancora una volta è la mia cara amica Laura che, con i suoi versi, mi aiuta ad aggiornare il blog.

Lascia che sia l'alba
ad inondarti d'amore,
lascia che sia la natura
ad avvolgerti in un abbraccio
pieno di calore,
lascia che un gabbiano
sulle ombre della sera
tra gli spruzzi delle onde
ti porti il mio sorriso.
Tenero cuore che sei capace
di sciogliere i ghiacciai
sulle nude rocce,
lascia che il tuo battito
segni le ore della notte,
segni il silenzio intorno a noi
e la pace di nuova primavera.
Tenero cuore palpiti
tra le ombre sulla tortuosa strada
e le stelle che si riflettono nella fontana,
magia d'anime e d'amore
là a vagar per l'aere e l'universo,
in un attimo di infinito,
nel cuore dolce e profondo di una vita...Tua Laura
lunedì, febbraio 18, 2008
giovedì, febbraio 14, 2008
mercoledì, febbraio 06, 2008
Le Ceneri: il segno della conversione

L'origine del Mercoledì delle ceneri è da ricercare nell'antica prassi penitenziale. Originariamente il sacramento della penitenza non era celebrato secondo le modalità attuali. Il liturgista Pelagio Visentin sottolinea che l'evoluzione della disciplina penitenziale è triplice: "da una celebrazione pubblica ad una celebrazione privata; da una riconciliazione con la Chiesa, concessa una sola volta, ad una celebrazione frequente del sacramento, intesa come aiuto-rimedio nella vita del penitente; da una espiazione, previa all'assoluzione, prolungata e rigorosa, ad una soddisfazione, successiva all'assoluzione".
La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. Nel tempo il gesto dell'imposizione delle ceneri si estende a tutti i fedeli e la riforma liturgica ha ritenuto opportuno conservare l'importanza di questo segno.
La teologia biblica rivela un duplice significato dell'uso delle ceneri.
1 - Anzitutto sono segno della debole e fragile condizione dell'uomo. Abramo rivolgendosi a Dio dice: "Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere..." (Gen 18,27). Giobbe riconoscendo il limite profondo della propria esistenza, con senso di estrema prostrazione, afferma: "Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere" (Gb 30,19). In tanti altri passi biblici può essere riscontrata questa dimensione precaria dell'uomo simboleggiata dalla cenere (Sap 2,3; Sir 10,9; Sir 17,27).
2 - Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso il Signore. Particolarmente noto è il testo biblico della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona: "I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere" (Gio 3,5-9). Anche Giuditta invita invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a liberarlo: "Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore" (Gdt 4,11).
La semplice ma coinvolgente liturgia del mercoledì delle ceneri conserva questo duplice significato che è esplicitato nelle formule di imposizione: "Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai" e "Convertitevi, e credete al Vangelo". Adrien Nocent sottolinea che l'antica formula (Ricordati che sei polvere...) è strettamente legata al gesto di versare le ceneri, mentre la nuova formula (Convertitevi...) esprime meglio l'aspetto positivo della quaresima che con questa celebrazione ha il suo inizio. Lo stesso liturgista propone una soluzione rituale molto significativa: "Se la cosa non risultasse troppo lunga, si potrebbe unire insieme l'antica e la nuova formula che, congiuntamente, esprimerebbero certo al meglio il significato della celebrazione: "Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai; dunque convertiti e credi al Vangelo".
Il rito dell'imposizione delle ceneri, pur celebrato dopo l'omelia, sostituisce l'atto penitenziale della messa; inoltre può essere compiuto anche senza la messa attraverso questo schema celebrativo: canto di ingresso, colletta, letture proprie, omelia, imposizione delle ceneri, preghiera dei fedeli, benedizione solenne del tempo di quaresima, congedo.
Le ceneri possono essere imposte in tutte le celebrazioni eucaristiche del mercoledì ma sarà opportuno indicare una celebrazione comunitaria "privilegiata" nella quale sia posta ancor più in evidenza la dimensione ecclesiale del cammino di conversione che si sta iniziando.
Enrico Beraudo
domenica, gennaio 27, 2008
martedì, gennaio 22, 2008
QUANDO NASCE UN AMORE
Quando nasce un amore
non e' mai troppo tardi
scende come un bagliore
e' una stella che guardi
e di stelle nel cuore
ce ne sono miliardi
Quando nasce un amore
...un amore
ed e' come un bambino
che ha bisogno di cure
devi stargli vicino,
devi dargli calore
preparargli il cammino il terreno migliore
Quando nasce un amore
...un amore
E' un' emozione nella gola
da quando nasce a quando vola
che cosa c'e' di più celeste di un cielo che
ha vinto mille tempeste
che cosa c'e' se adesso
sento queste cose per te
Farò di te la mia estensione
Farò di te il tempo della ragione
Farò di più
Farò tutte le cose che vuoi fare anche tu,...si, tu
Ti fa bene ti piace questa voglia di dare
e ti senti capace non ti vuoi più
fermare come un fiume alla foce
che si getta nel mare
Quando nasce un amore
...un amore
E' l' universo che si svela
Quante parole in una sera
Amore mio immenso e puro
ci penso io a farti avere un futuro
Amore che sta già chiedendo strada tutta per se
Farò di te la mia estensione
Farò di te il tempo della ragione
Farò di più
Farò tutte le cose che vuoi fare anche tu
... quando nasce un amore
...un amore
domenica, gennaio 13, 2008
Trovo bellissime le parole di questa canzone di Toto Cotugno
Quanti Amori
Accesi, spenti e stupidi speciali
due consonanti perse in tre vocali
son loro che ci aiutano a non sentirci soli
percio' sono importanti
e li chiamano amori.
Gli amori sotto un grande cielo
o chiusi in una stanza
gli amori in cui hai perso la speranza
gli amori con le spalle al muro
o quando dici:\"Dio ci pensa\"
gli amori dove non sei sicuro
a cui non dai importanza...
Ma quanti amori, quali amori
con il coraggio
e la paura di volersi bene
amori fragili che vanno via
quelli in cui soffri solamente tu
e gli altri a dire:\"cosa vuoi che sia\".
Quanti amori trovi amori
amori ormai scoppiati
che non sanno stare insieme
amori al limite della follia
quelli che trovi e che non lasci piu'
gli amori a pezzi da gettare via.
Immagina due mondi solitari
sospesi tra le stelle, in mezzo ai mari
a volte si avvicinano per non sentirsi soli,
per questo sono grandi,
e li chiamano amori.
Ma quanti amori, quali amori
con il coraggio
e la paura di volersi bene
amori fragili che vanno via
quelli in cui soffri solamente tu
e gli altri a dire:\"cosa vuoi che sia\".
Quanti amori, trovi amori
amori appena nati
con la voglia di restare insieme
amori al limite della follia
quelli che trovi e che non lasci piu'
gli amori a pezzi da gettare via.
Quanti amori, ma quali amori
Amori al limite delle pazzia
Quelli che non lasci più
Gli amori a pezzi da gettare via
Gli amori sono quasi tutti uguali
la differenza adesso... falla tu.
Amori
giovedì, gennaio 10, 2008
Metabolismo
Che brutti scherzi crea la menopausa! Mangi un po’ di più e prendi subito un chilo, chilo che non perdi in pochi giorni perché, pur facendo la fame, ciò che prendi nel giro di una settimana lo smaltisci, se tutto va bene, in un mese.
Se a questo aggiungi la vita sedentaria, la mancanza di attività fisica rischi di diventare un ammasso di lardo in pochi mesi.
Devo trovare qualche rimedio: una ciclocamera e pedalate quotidiane per 30 minuti.
Ecco il mio proposito per il 2008: perdere 5 chili prima dell’ arrivo dell’ estate e tonificare il corpo.
E’ appena iniziato l’ allenamento, ma la cosa non finisce qui! Ho intenzione di abbandonare l’ uso della macchina per andare in ufficio, farei così 40 km al giorno in bici, tragitto di 10 km x 4 il percorso casa-lavoro. Non dovrebbe essere faticoso percorrere 10 km dopo 2 mesi di allenamento fatto in casa con la ciclette .

Otterrò tanti vantaggi:bruciare calorie, tonificare almeno i muscoli delle gambe e risparmiare qualche soldino che poi potrò spendere al ristorante per una bella mangiata di pesce!
Propositi!!!!!! Ce la farò?????
giovedì, gennaio 03, 2008
martedì, dicembre 18, 2007
Auguro a tutti

ricordando le parole di Madre Teresa di Calcutta
che:
E' NATALE

E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta che non accetti quei princìpi che relegano gli oppressi ai margini della società.
E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.










